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Questa sera Caparezza suona a Simaxis, Oristano, con la versione estiva del suo strabiliante tour. ...


Più unite, più sicure e più preparate, le All Saints sono tornate. Adesso guardatele prendere il volo.
"Questo non è un ritorno, ma una continuazione."
Melanie Blatt
Alla fine dello scorso millennio non esisteva gruppo femminile più cool – o migliore – delle All Saints. Natalie, Nicole, Mel e Shaznay si sono messe insieme a Londra a metà degli anni ’90 con la speranza di di emulare il successo pop di artisti R&B; americani, come SWV e TLC.
Scrivevano le loro canzoni, indossavano i loro vestiti (pantaloni militari, perchè costavano molto poco) e facevano una musica che era tanto popolare con i modaioli e gli animali da festival, quanto con i fan del pop.
Dal momento in cui le All Saints pubblicarono il loro singolo di debutto, la dichiarazione d’intenti del settembre ’97, "I Know Where It's At", il gruppo si imbarcò in un triennio di incredibile successo. Nessuno dei loro otto singoli entrò in classifica al di sotto della Top 10 – ben cinque di essi raggiunsero il numero uno – e i loro due acclamati album hanno venduto oltre dieci milioni di copie nel mondo.
Ma poi, a causa di piani promozionali sempre più punitivi e del fervido interesse della stampa, l’amicizia su cui si era fondato il successo delle All Saints crollò. "Era diventato come le liti all’asilo," ricorda Nat, "A parlarci alle spalle una con l’altra, trattenendo sentimenti e mancando di onestà. Ovviamente questo ha portato ad un sacco di rabbia e risentimenti. Molto è dipeso anche dall’età che avevamo, non riuscivamo a gestire le cose molto bene."
Nei pochi anni dopo, Shaznay e Mel si sono cimentate nella carriera solista, con Nat e Nic in duo. Tutte loro hanno piazzato delle hit nella Top 10, ma non era lo stesso. Tutte e quattro avevano trovato molto solitario promuovere i loro dischi. Shaznay e Mel si sono tenute in contatto ("perchè non avevamo sorelle" scherza Mel), ma nessuna delle due parlava con le Appleton. La possibilità di riunirsi sembrava remota.
Ma poi verso la fine dello scorso anno, sentendosi più mature e sagge, il quartetto si è messo in contatto e ha deciso di vedersi a cena. E’ stata la prima volta che loro quattro si trovassero nella stessa stanza dopo cinque anni.
La serata è stata un vero successo. "Sembrava come se non ci fossimo mai separate," dice Nic. "Non abbiamo fatto altro che ridere.". Hanno tirato fuori i loro sentimenti e ripristinato la loro amicizia. “Il fatto di non parlare era stato come una ferita aperta," dice Shaznay. "Ma credo che l’abbiam chiusa quella sera”. Natalie aveva avuto molti incubi per parecchi anni prima di quella sera – non ne ha più avuti da allora. Passando del tempo con loro ci si rende subito conto di quanto siano legate di nuovo.
"Per gli ultimi cinque anni mio marito mi ha ripetuto: ‘Siete così brave insieme'. E ha ragione, sai.". Shaznay Lewis
Presto si è sparsa la voce che le quattro All Saints erano tornate amiche. La Parlophone era già stata in trattative con Shaznay, sperando che la vincitrice dell’Ivor Novello volesse scrivere per qualche suo artista. Sentendo della rinnovata amicizia, l’etichetta ha detto a Shaznay che se avessero voluto fare musica insieme, gli avrebbe offerto un contratto. Lusingate dall’offerta, le quattro donne ricordano di aver pensato: “Siamo tutte mamme e trentenni, possiamo ancora farlo?”, dice Mel. "Poi ci siamo dette 'Certo che possiamo, andiamo!'"
Il gruppo riformato ha passato gli ultimi mesi in uno studio a Londra con i produttori/autori KG (che ha lavorato con loro fin dagli inizi), Greg Kurstin (Peaches, Jamelia, Flaming Lips e Lily Allen) e Rick Nowels (Madonna, Dido e KD Lang).
"Sono stato un fan delle All Saints fin dall’inizio," dice Nowels, "così sono stato molto felice di avere la possibilità di scrivere con Shaz adesso che si sono riformate. Lo spirito tra le ragazze durante la registrazione era incredibile. Sono proprio un gruppo vocale – possono stare in piedi in una stanza a cantare bellissime armonie con una fluidità che puoi ottenere solo dopo aver lavorato insieme per molti anni. Ognuna di loro ha una voce unica e intensa. Quando le metti tutte insieme ottieni quell’inconfondibile suono All Saints. Siamo fortunati ad averle di nuovo."
"Abbiamo nuovi interessi adesso, quindi li abbiamo incorporati. Il suono ska, i beats e i fiati. Non vediamo l’ora di andare in tour con questo disco." Nicole Appleton
Il risultato di queste sessioni è il terzo album delle All Saints, Studio 1. Come sottinteso dal riferimento del titolo alla grande etichetta Studio One, la band ha aggiunto dei nuovi suoni al loro arsenale sonoro, facendo rimbombare l’album con reggae anni ’60, ska, dancehall e rock steady. Infatti, proprio quest’ultimo stile ha fornito il titolo del loro primo singolo dal gennaio 2001. Basta un ascolto e ti rendi conto quanto ci siano mancate. Rock Steady apre Studio 1, seguita dai racconti del desiderio in salsa elettro (Chick Fit) e la gloriosa e strombettante Scar. Da lì l’album è un’esplosione gioiosa, attraverso sognanti canzoni d’amore (On & On), chiacchiere d’amore più leggere (Hell No) e la super aggressiva (2 Nasty). E’ forte ma fresca come una margherita. In altre parole è proprio come avreste sperato che le All Saints suonassero nel 2006.
"Eravamo perfettamente conscie del fatto che non avrebbe avuto senso nel farlo amenoche la musica fosse stata buona almeno come lo era prima," dice Mel.
"Dovevamo andare avanti," concorda Natalie, "e lo abbiamo fatto".
Più unite, più sicure e più preparate, le All Saints sono tornate. Adesso guardatele prendere il volo.

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