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AIR

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“Pocket Symphony” segue “Talkie Walkie” del 2004 ed è il quarto album in studio, ed il quarto che la band ha realizato con la collaborazione del produttore inglese Nigel Godrich. L’album, pur segnando un decisivo allontanamento dai ritmi pop tradizionali, rappresenta un ritorno ad alcune atmosfere idilliche di “Moon Safari”

Gli Air abbracciano il nuovo. Ciascun album rappresenta un’ evoluzione rispetto al precedenten ed un viaggio verso qualcosa di diverso. La loro musica è intellettivamente stimolante, elegiaca e trionfale, al di là del pop e nello stesso tempo assolutamente parte di questo.

“Pocket Symphony” segue “Talkie Walkie” del 2004 ed è il quarto album in studio, ed il quarto che la band ha realizato con la collaborazione del produttore inglese Nigel Godrich. L’album, pur segnando un decisivo allontanamento dai ritmi pop tradizionali, rappresenta un ritorno ad alcune atmosfere idilliche di “Moon Safari”. “Quest’album è diverso. Abbiamo deciso di tornare ad uno stile più instrumentale, con meno canzoni” è il commento di Nicolas.

La più ovvia differenza rispetto ai precedenti album sono le influenze orientali - più evidenti in “One Hell Of A Party” – che pervadono tutto il disco. Partendo dalla traccia di chiusura di “Walkie Talkie”, “Alone in Kyoto”, come punto di riferimento (con contaminazioni del gruppo pop britannico Japan), il duo ha costruito “Pocket Symphony”. Nicolas ha imparato a suonare alcuni strumenti tradizionali della musica orientale, come il koto e lo shamisen, grazie ad un' insegnate di Okinawa: “L’abbiamo trovata grazie all’intervento dell’ambasciata giapponese” dice Nicolas, “Ho impiegato un anno per imparare a suonarli.”

“Pocket Symphony” rappresenta gli Air nel loro tentativo di raggiungere una semplice purezza in ciò che fanno, aiutati nei loro sforzi dal produttore Nigel Godrich che, secondo Nicolas, “ci aiuta ad accettare la semplicità, altrimenti scriveremmo canzoni troppo complicate.” “E’ strano” conclude Nicolas ”Adesso ho molte idee per un nuovo album. E’ ottimo fare qualcosa per sentirti poi libero. Adesso ho spazio nella testa per accogliere nuove idee. E’ una sorta di purificazione.”