Le numerose etichette di EMI, tra cui Capitol, Virgin, EMI Classics, Parlophone e Blue Note solo per citarne alcune, hanno offerto alle orecchie del mondo artisti come i Beatles, i Rolling Stones, Nat King Cole, Pink Floyd, Herbert Von Karajan, Maria Callas, Queen, Spice Girls e Robbie Williams.

EMI, acronimo di Electric and Musical Industries, inizia la propria avventura nel 1887, con l'apertura della Gramophone Company a Londra; già un anno dopo vengono aperti uffici in Francia, Germania ed Italia.
Apre anche la Columbia Phonograph sua maggiore concorrente.

Nel 1889 viene acquistato il dipinto di Francis Barraud "La voce del padrone" che ritrae il cagnolino Nipper mentre ascolta un grammofono. Proprio per l'utilizzo del dipinto di Barraud come marchio, la Gramophone Company incomincia a essere conosciuta come His Master's Voice, La Voce del Padrone.

Tra il 1900 e il 1906 vengono aperti uffici in Russia, Australia, Giappone, India e Cina.
La Gramophone Company viene quotata alla Borsa di Londra nel 1904, con il 60% degli utili proveniente dal di fuori del Regno Unito.
Il tenore Enrico Caruso, incidendo per la Gramophone Company dieci arie d'opera in una stanza d'hotel di Milano, conferisce al grammofono dignità di mezzo "serio" per l'ascolto di musica classica. Nel 1914 le vendite di dischi si attestano sui 4 milioni di copie all'anno.

Con la prima Guerra Mondiale vengono persi i mercati di Russia e Germania.
Nel 1925 la Gramophone Company inizia a utilizzare un sistema di registrazione del suono elettrico, più che meccanico.

Nel 1926 O for the wings of a dove di Ernest Lough, è il primo disco a vendere più di 1.000.000 di copie.

Nel 1931 nasce la EMI: si fondono infatti la Gramophone Company e la Columbia formando la Electric and Musical Industries. Nello stesso anno un ingegnere dei laboratori di ricerca EMI, Alan Blumlein, crea la tecnologia della registrazione stereo e si aprono i mitici studi di registrazione di Abbey Road.

  • Vengono introdotti i primi 33 giri in vinile negli Stati Uniti e successivamente in Francia e Gran Bretagna
  • EMI viene lanciata come etichetta negli Stati Uniti
  • Entra a far parte della EMI la Capitol Records di Los Angeles, che annovera tra i suoi artisti Frank Sinatra e Nat 'King' Cole.
  • Cliff Richard firma per EMI che pubblica il primo LP stereo della storia.
  • I Beatles firmano per la Parlophone, etichetta EMI, e nell'ottobre esce il loro primo singolo Love me do
  • Viene messa in vendita la prima musicassetta con il marchio EMI
  • I Pink Floyd siglano un contratto con la EMI
  • La Electric and Musical Industries Ldt diventa semplicemente EMI Ldt.
  • I Queen firmano per EMI.
  • I Sex Pistols firmano per l'EMI
  • Liberty/United Artists, con l'etichetta Blue Note, viene acquistata da EMI. Firmano gli Iron Maiden.
  • Introduzione del Compact Disc, il primo cd pubblicato dall'EMI è dell'anno successivo.
  • Viene acquisita Virgin Music Group.
  • EMI celebra 100 anni di vita. Vengono aperte filiali in Turchia, Uruguay e Libano. L'anno successivo anche in Bolivia, Ecuador, Paraguay e Perù.
  • First Love di Utada Hikaru diventa l'album più venduto nella storia del Giappone.

Le origini di EMI in Italia risalgono alla fondazione nel 1904 della "Società Anonima Italiana di Fonotopia", che fabbricava i dischi sia per la Columbia che per la Voce del Padrone. Una volta fuse le due case madri, anche in Italia si preferì riunire tutto sotto l'unica denominazione di "La Voce del Padrone - Columbia - Marconiphone".

L'aggiunta di della voce "Marconiphone" venne effettuata perché la casa madre inglese aveva ottenuto, per la costruzione di apparecchi radio, i diritti per lo sfruttamento del marchio "Marconi". La nuova società infatti, avrebbe dovuto occuparsi non solo di fabbricazione e vendita di dischi, ma anche di apparecchi radio.
Quando l'Italia entra in guerra, la società di proprietà di azionisti inglesi viene messa sotto sequestro, rischiando la chiusura. Nel 1945, terminato il confitto, il Ministero dell'Industria dissequestrò l'azienda riconsegnandola nelle mani degli azionisti inglesi. L'azienda contava, tra l'altro, filiali a Roma, Napoli e Torino.

Con la comparsa della televisione in Italia vennero fabbricati anche apparecchi televisivi, ma, con il passare degli anni, le linee di produzione radio e Tv risultarono antieconomiche, determinando la cessazione della loro fabbricazione. Il ridimensionamento portò anche alla chiusura delle varie filiali italiane.
Nel 1964, per effetto dell'espansione urbana, il vecchio stabilimento di produzione di Via Domenichino in Milano si era venuto a trovare in una zona residenziale e la produzione fu di conseguenza trasferita in altra sede.

Nel 1966 venne costituita la EMI italiana, che traghettò l'attività nel nuovo stabilimento di Caronno Petrusella, a pochi chilometri da Milano, cui venne aggiunto nel 1976, il magazzino di distribuzione.
Dal gennaio '97 in occasione della scissione dal gruppo Thorn, EMI trasferì la propria sede nel cuore di Milano, acquisendo la denominazione di Emi Music Italy S.p.A.